Laurynas Grigelis - La scheda
Grigelis’ world
Future Talent

Roberto Manenti

Roberto Manenti

La scheda

Nome: Roberto
Cognome: Manenti
Nazionalità: Italiana
Data e luogo di nascita: 15 febbraio 1969
Ruolo: Direttore Tecnico
Intervista breve

"Era il mio sogno. Poter seguire i giovani con un progetto ambizioso, che abbia come obiettivo finale l’entrata nei top 100 al mondo”.
Esordisce in questo modo Roberto Manenti, nato nel febbraio 1969, istruttore già da quando aveva 17 anni, cresciuto con il maestro Altobelli: è colui che gestirà sotto il profilo tecnico il progetto ‘Future Talent’.
“Stefano Vitale l’ho conosciuto quattro anni fa, e tra di noi è nata una bella amicizia. Siccome la passione per il tennis ci accomuna, lo scorso anno abbiamo deciso di avviare questa nuova avventura, e dopo un periodo di rodaggio ora siamo pronti a dare il massimo. La cosa che ho voluto subito mettere in chiaro, e che è stata recepita perfettamente, è che per sviluppare un progetto ambizioso serve tempo.
Dunque non quei due o tre anni che solitamente ci si lascia, ma un periodo ben più lungo. Abbiamo pensato che nove anni possono essere sufficienti per realizzare qualcosa di importante”.
L’inizio, intanto, è molto promettente, perché Laurynas Grigelis in pochi mesi ha ottenuto risultati che fanno ben sperare. “Laurynas sta cominciando a capire che può diventare un buon giocatore, poi il passo successivo, ovvero diventare professionista e tentare l’assalto ai top 100, sarà quello più difficile. Ma noi ci crediamo e lavoreremo per questo. Per lui, per la giovane bielorussa Lebesheva, e per tutti quei ragazzi che scopriremo strada facendo”.
Si, perché ‘Future Talent’, come dice il nome stesso, punterà forte sui giovanissimi, italiani e non. “Abbiamo già fatto le prime selezioni con una ventina di ragazzi, e di questi circa la metà sono entrati nel team, supportati in tutto ciò che serve per la loro attività. In tre anni vorremmo portare il gruppo dei giovani di Brusaporto a fare attività di alto livello per il 70 per cento, lasciando a margine l’attività amatoriale”.
Un impegno importante dunque, che va ben al di là di quelli dei circoli tradizionali. “E’ molto stimolante, ancorché difficile, ma ci spinge a dare il massimo ogni giorno anche ben oltre il classico orario di lavoro.
Ora, poi, vogliamo ampliare la struttura, prima con una palestra e in seguito con campi nuovi, per avere anche cemento e terra su cui far allenare le nostre promesse. Insomma, non lasceremo davvero nulla al caso, poi vedremo dove saremo in grado di arrivare.