
L’idea è quella di fare qualcosa di davvero nuovo, che prima non esisteva. Non contrapponendosi a qualcuno, ma avendo ben presente la differenza che esiste oggi tra gli sport popolari come il calcio e quelli più di nicchia come il tennis.
Con l’obiettivo di ridurre al più presto questo gap”. Massimo Gelmi, dirigente e consulente aziendale, milanese trapiantato in Bergamasca (a Brusaporto), nato nel novembre del 1965, ha le idee chiare e tanta passione.
“Maturata in un piccolo parcheggio sotto casa, quando da piccolo mi inventavo un campo disegnando le strisce in terra per giocare con gli amici. Quella passione non mi ha mai abbandonato, e ora tento di fare qualcosa per questo magnifico sport, nella speranza di trovare un giorno qualcuno che possa fare il professionista”. Così, seguendo l’esempio di Re Federer, Gelmi ha intrapreso questa avventura con le idee ben chiare. “Il progetto ha finalità che vanno anche oltre l'aspetto puramente sportivo.
Saremo attenti a ogni aspetto della vita del tennista, dentro e fuori dal campo, con particolare riguardo alla scuola. Perché è necessario avere sempre un buon ‘piano B’, se le cose nello sport non dovessero andare così bene. La caratteristica che forse rende unica quest’avventura è che tutti noi che la viviamo da dentro crediamo fortemente che possa dare dei frutti. Ci crediamo noi e ci credono i giocatori, che sono molto motivati e sapranno darci soddisfazioni, come peraltro è già accaduto nell’ultimo anno”.
E, in fondo, un sogno. “Poter avere a disposizione una piccola cittadella del tennis fra qualche anno, per permettere a ognuno dei nostri atleti di rendere al massimo e allo stesso tempo creare un centro di aggregazione. Poi l’obiettivo finale è quello di mettere in luce i nuovi talenti, fino a portare almeno un giocatore tra i top 100 tra gli uomini o tra le donne.
Siamo ambiziosi, ma coi piedi per terra: pensiamo che lavorare ogni giorno sia il modo migliore per ottenere risultati.
Senza pressione, ma nella speranza di trovare presto sostegni esterni alla nostra iniziativa, per permettere al progetto di vivere a lungo.